Lisbona classica e contemporanea (seconda parte)

aforismidiviaggio lisbona monumento scoperteCon la metropolitana si può raggiungere in direzione ovest il più lontano quartiere di Belem dove sorge il monastero Dos Jeronimos del XVI secolo voluto dal re Manuele I per celebrare il ritorno in patria del navigatore Vasco da Gama.

aforismidiviaggio monastero dos jeronimosA realizzare il lungo edificio in stile manuelino (un missaggio di gotico rinascimentale) protetto dallUnesco, fu l’architetto Diogo de Boitaca. Da un edificio sporgente che interrompe la lunga facciata si eleva una torre ottagonale. Splendidi portali disegnati da Juan de Castillo sono carichi di statue e decori tipici dello stile tardo gotico. Sul portale occidentale vediamo Manuele e la sua sposa Maria in uno stile di transizione tra il gotico e il rinascimentale. Entrando nella chiesa l’atmosfera é mistica. All’ingresso si onorano i due più importanti personaggi della storia portoghese rappresentati distesi con le mani giunte: a sinistra é il raffinato cenotafio di Vasco da Gama lo scopritore della rotta per l’India, a destra quello del poeta aforismidi viaggio lisbona cattedral dos Jeronimosnavigatore Luis de Camoes, con in testa la corona d’alloro dei poeti. La chiesa a tre navate é superba come una foresta di palme reali dai fusti dritti e sottili le cui chiome intrecciandosi nel transetto si adagiano in nervature sulle volte, a formare tante stelle: uno splendore gotico. Dos Jeronimos é anche il mausoleo della famiglia di Manuel I e di altri reali. Il chiostro, naturalmente quadrato, é a due piani armonioso ed elegante con bordature ad arco come pizzi inamidati. Lasciato il monastero, sulla riva del Tago una grandiosa rosa dei venti di marmi policromi illustra le scoperte e i domini portoghesi nel mondo. Affacciato sull’acqua del Tago é il Monumento alle Scoperte, datato 1960,rappresenta una caravella su cui sono aggrappati i navigatori; sulla prua Enrico il Navigatore regge tra le mani il modellino di una caravella in occasione del 500esimo anniversario della sua morte.

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Non si può lasciare Lisbona senza aver visto la torre di Belem, il simbolo della città voluto da Manuele I ritenuta il capolavoro dello stile architettonico da lui originato. Una serie di quadrati merlati si alzano l’uno dall’altro con decorazioni di genere moresco che la rendono particolarmente esotica. La terrazza del terzo piano é un’elegante loggia rinascimentale con ornamenti arabeggianti sparsi sui bordi delle terrazze.

aforismidiviaggio stazione oriente lisbonaAndando ora verso est con il metrò, alla fermata “oriente” si entra nel mondo della contemporaneità ammirando una delle opere architettoniche più riuscite dell’architetto Santiago Calatrava. Gia nel metrò s’avverte “l’odore” dell’arte: bellissimi pannelli dipinti sono opera di autori di diversi paesi del mondo. Ma é la stazione d’oriente a lasciare esterrefatti. L’opera d’acciaio e vetro é assai dinamica, su tre piani si uniscono il metrò, un centro commerciale e la stazione ferroviaria. La struttura ricoperta da un tetto di cristallo é sollevata su pilastri simili a fusti di palma le cui fronde s’intrecciano in alto formando prismi plissettati: come un’enorme cattedrale futurista. L’ingresso é coperto da una corona d’acciaio e vetro con due ali, sembra un’enorme libellula meccanica. Non si sa dove guardare tante sono le possibili combinazioni che offrono visuali aforismidiviaggio lisbona torre de gamasempre diverse. Due eleganti torri grattacielo chiudono ai lati la stazione. Per gli amanti dell’architettura moderna é una goduria. Uscendo all’aperto un vasto spazio pavimentato di sanpietrini bianchi é disegnato con onde nere, siamo sulle rive del Tago, il fiume-mare di Lisbona. Di una leggerezza inimmaginabile é il ponte Vasco da Gama lanciato verso l’infinito (lungo più di 17 km), che inizia con due ventagli aperti rovesciati con stecche dacciaio. La splendida torre da Gama s’ispira alle vele dei navigatori-scopritori, mentre il padiglione atlantico sembra un gigantesco carapace di tartaruga. Altri edifici moderni sono l’orizzonte di questa zona riqualificata in occasione dell’expo 1998. Si può passare qui tutta la giornata andando in bicicletta, prendendo il sole in riva al fiume sorvolando con la cabinovia tutta la zona, andando in barca, mangiando ai caffè. Sarà un modo diverso per chiudere la visita di questa città così varia e allo stesso tempo dall’atmosfera così familiare. (foto e testi di Gabriella Pittari)

Lisbona, la città visibile prima parte

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