Scrivere di viaggi, Louisa Peat O'Neil

volare nel vento

Louisa Peat O'Neil

Scrivere di viaggi

Libere riflessioni  sul volume di Louisa Peat O'Neil  per raccontare il viaggio a se stessi e agli altri.

Mia madre, migrante per lavoro in Danimarca, portava con sé la sua radiolina a transistors. Sperava di sentire le trasmissioni in lingua italiana. Ma il viaggio inganna, mettendo in evidenza l'illusione di trovarsi a proprio agio ovunque siamo. L'inganno continua anche nella stagione degli iPod e degli iPad. Nei numerosi aforismi di questo sito è facile leggere varie idee di autori diversi. Ricordo per brevità solo Kapucinski, difficile da condividere, per cui “viaggiare oggi, è esporsi sempre di più ad uno stato di disagio”. Consideriamo invece, con ottimismo, il viaggio una frazione di vita da narrare, un capitolo di un volume che volenti o nolenti scriviamo senza penna o taccuino. Siamo spesso contaminati piacevolmente dal viaggio tanto da prendere appunti o sottolineare parti di testi delle guide portate appresso. Lo scopo è quello di ricordare il racconto ancora da scrivere, ma convinti che in qualche modo stiamo scrivendo. C'è un inizio, una strada da percorrere, prove da affrontare, incontri da registrare. Una trama che si dipana lungo i giorni fino al ritorno al luogo di partenza. Riteniamo un peccato privarsi degli appunti in qualunque modo percepiti. Un aiuto può venirci da quei taccuini da viaggio chiamati comunemente Moleskine. “Un taccuino Moleskine  è come un passaporto; se sulle sue pagine non c’è scritto nulla vuol dire che non hai viaggiato veramente. (L.S.) Quel taccuino “ha il fascino dell'antico e copre il suo ruolo in maniera modernissima. Ci fa sentire tutti scrittori”. (F. D.R) Siamo tutti scrittori in epoca di Google e di Facebook. Forum, commenti, resoconti, diari, post. Tanti contenitori per trasmettere le nostre idee per iscritto, occasioni diverse per renderci scrittori. Per diventarlo la giornalista e scrittrice Louisa Peat O'Neil nel volume “Scrivere di viaggi” consiglia:

  • importante tenere un diario, prendere numerosi appunti e tracciare ampie descrizioni di persone e cose; farlo più volte durante il giorno oppure in una unica soluzione al termine della giornata;

  • Ricordare di segnare il nome e indirizzo all'interno della copertina del taccuino che state utilizzando: perderlo, senza l'idea che vi possa essere restituito, vi condurrebbe alla prostrazione;

  • cercare di registrare tutti i dettagli personali di un luogo o di un incontro;

  • avere sempre a cuore e in mente lo scopo del viaggio;

  • ricordare i dialoghi e i pensieri fatti, registrare le annotazioni che vi hanno colpito da guide o da opuscoli, da persone;

  • fotografare di tutto e usare le immagini come promemoria, soprattutto per l'emotività che hanno procurato;

Questa la prima fase: raccolta dei dati. Più ne avrete, più riuscirete a ricordare. Il bello verrà in seguito. “Tutto quello che hai visto ricordalo, perché tutto quello che dimentichi ritorna a volare nel vento” (canto Navajo). Lo vedremo in seguito. Hai visitato una città o un luogo? Hai scritto personali sensazioni e ricordi di viaggio? Collabora con questa redazione. Contatta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.