Scrivere Zen, Natalie Goldberg

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"Un gesto d’amore verso la scrittura, perché scoprirsi scrivendo, è un po’ come decidere di vivere una seconda vita".

Quello di cui voglio parlarvi oggi è “Scrivere Zen, manuale di scrittura creativa” di Natalie Goldberg. Libro raccolto da un bookcrossing durante il periodo pandemia 2020. Nell’ultima di copertina imparo subito che la scrittrice è poetessa ed insegnante. Vive a Taos nel New Messico e che attualmente sta scrivendo un romanzo. Leggo la data di pubblicazione 1986. Mi chiedo se avrà poi pubblicato quel romanzo. E’solo dopo aver sfogliato la prima pagina interna, di solito bianca, che mi convinco di tenerlo e portarlo a casa. C’era una dedica e recitava: “4 settembre 2006, Un gesto d’amore verso la scrittura, perché scoprirsi scrivendo, è un po’ come decidere di vivere una seconda vita. Con gioia e affetto Rossana”. Una dedica intelligente, scritta con un pastello azzurro e una calligrafia chiara e perfetta. Una mano di scrittrice che augurava ad una amica di procedere sulla strada della scrittura per vivere una nuova vita? Sono stato colpito ed ora ne capirete i motivi.

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A casa ripulisco e disinfetto, con metodo anti-coronavirus, il volume. Mi ci sono buttato subito dentro perché sin dalle prime righe partecipavo ad una  lettura di consigli in un momento così particolare di sconforto. Ero fermo con la scrittura da mesi; avevo organizzato il programma di viaggio dell’anno in bicicletta da cui sarebbe certamente emerso al termine un racconto per i lettori del sito www.ciaobici.it., ma il programma saltò all’aria. Avvertivo che le pagine odoravano di fumo. O il libro aveva trascorso parte della sua vita sopra un camino o la lettrice/scrittrice fumava a go-go. Mi faceva piacere pensare che lei se ne fosse servita secondo l’augurio della dedica. Il libro non insegna a scrivere, insegna a modificare il comportamento verso la scrittura. Infatti se si ritiene di avere qualcosa da dire, non sempre è facile esporla e scriverla. Intervenire sulla cosciente predisposizione, si può modificare la propria iniziazione e prosecuzione e innamorarsi della propria attività. “Continuate a scrivere e basta, se scrivete per il successo o per la fama, partite sbagliati” parola di Natalie.

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Qualche citazione, senza commento, con la speranza che a qualcuno sorga l’interesse per leggerlo e conseguentemente a scrivere.  Ma scrivere perché e per chi? Quando, dove?  Ecco le risposte:

“Al mondo c’è già abbastanza cattiva letteratura. Con un solo rigo ben scritto ci si può assicurare la fama: con volumi di roba all’acqua di rose, si fa addormentare il lettore”. 

Lo scrittore quando scrive, deve avvicinarsi alle cose come se ogni volta fosse la prima. Come quando si scrive di una città o un Paese che si vista per la prima volta e tutto è ricco del nostro entusiasmo”.

A scrivere si impara scrivendo”.

Essere scrittori e scrivere significa essere liberi. Significa adempiere la propria funzione. Una volta pensavo che la libertà consistesse nel fare tutto quello che uno voleva. Ma la libertà consiste nel capire chi siamo, capire cosa dovremmo fare su questa terra e infine, semplicemente farlo”.

Scrivere è un atto fisico. Non è qualcosa che riguardi solo il pensiero. Ciò che il grande scrittore ci trasmette in realtà, non sono tanto le sue parole, quanto il suo respiro nel momento dell’ispirazione”.

Anche scrivere significa al novantanove per cento ascoltare. Più intensamente si ascolta meglio si scrive. Se si vuole imparare a scrivere bene bisogna fare 3 cose:1-leggere parecchio; 2-ascoltare bene e intensamente; 3-scrivere tanto”.

A chi vuol scrivere si raccomanda spesso di non dichiarare, ma mostrare. Non si deve spiegare al lettore cosa deve provare, bisogna mostrargli la situazione. Scrivere qualcosa di cui si sia avuta esperienza diretta. Però bisogna pervaderla del soffio della vita. Altrimenti resterà sempre di seconda mano, e lo scrittore ne sarà del tutto assente”.

Dobbiamo ricordare che tutto è al tempo stesso banale e straordinario: E’la nostra mente ad aprirsi o a chiudersi. Fatevi un elenco di tutte le storie che siete soliti raccontare. Pensate a quanto avete da scrivere”.

“Lo scrittore s’innamora di altri scrittori, ed è così che impara a scrivere. Questo significa che in noi sono state risvegliate le stesse capacità”.

Noi costruiamo sulle fondamenta di tutto ciò che è stato prima di noi, anche se ciò che scriviamo rappresenta una reazione al passato o un tentativo di rifiutarlo”.

Perché scrivo? E’ sufficiente sapere che vogliamo scrivere. Quindi scriviamo”.

C’è una frase di Gore Vidal che cito spesso: Come ogni autore e ogni lettore sa, scrivere bene è il più bel viaggio che ci sia. Non poniamoci il problema di scrivere bene; anche scrivere e basta è già il paradiso”.

“Quando il rompiscatole che sta dentro di noi torna alla carica: (perché perdi tutto questo tempo? Perché scrivi?) Non dobbiamo far altro che buttarci sulla pagina e riempirla di risposte. Ma non per giustificarci. Scriviamo perché scriviamo. Scriviamo perché vogliamo fare esercizio di calligrafia, perché siamo idioti, perché l’odore della carta ci fa impazzire. Perché tenere una penna in mano ci dà gratificazione”.

E per concludere:

“Per scrivere meglio si deve fare esercizio proprio come in qualsiasi altro sport. Quando ci sediamo a far pratica di scrittura, dobbiamo essere disposti a mettere in gioco tutta la nostra esistenza. I problemi ci saranno sempre, ma dentro di noi la brace dell’espressione avrà più spazio e più aria e potrà cominciare ad ardere. La sfida è quella di far sì che lo scrivere ci insegni a vivere, e la vita ci insegni a scrivere. E’un flusso e riflusso”.

Sono ancora numerosissimi i consigli che vengono elargiti da questo volume. Ogni pagina e capitolo può essere letto e riletto senza una progressione.  Tutto aiuta ad ordinare le nostre idee se siamo consapevoli della nostra forza interiore e crediamo alle nostre capacità. E’ stato un incontro utile suggerito dalla fortuna, ma portato a casa con l’idea che potesse servire a sviluppare e accrescere il desiderio o la consapevolezza di sentirsi scrittore. Il vero senso dell’esserlo in qualche modo sta dentro alle righe di Natalie “quando siamo impegnati a scrivere quella fiamma di vita che siamo così ansiosi di esprimere dovrebbe trovare origine nella pace interiore.  E aggiungo, donare la pace interiore, attenuando il senso di oppressione di non poterlo fare.

NatalieGoldberg

Goldberg ha studiato il buddismo Zen per più di trenta anni e praticato con Dainin Katagiri Roshi per dodici anni.  Goldberg è un insegnante che vive a Santa Fe, nel New Mexico. Il suo libro del 1986 Writing Down the Bones ha venduto oltre un milione di copie ed è considerato un'opera influente sull'arte della scrittura.  Il suo libro del 2013, The True Secret of Writing, fa seguito a quell'opera.