
Non è il primo, né il secondo, né il terzo. Con questo volume, Fernando Da Re giunge al suo quarto appuntamento con la pubblicazione di un libro.. Dopo aver raccontato paesi, popoli e territori in libri di viaggio come Con l’Armenia nel cuore, Georgia e Svaneti – Gamarjoba e Moldova e Transnistria, la lentezza abbatte i pregiudizi, l’autore cambia prospettiva e rivolge lo sguardo verso sé stesso.
Questa volta il viaggio non si compie in bicicletta tra strade lontane, ma lungo i sentieri della memoria. Fernando Da Re ripercorre i primi vent’anni della propria vita: l’infanzia in un paese della Bassa Veronese, gli anni trascorsi a Verona dopo la perdita del padre, l’esperienza intensa della Parrocchia Maria Immacolata presso il quale era redattore del giornalino Nuova Frontiera.

Il libro è molto più di un racconto autobiografico. È un diario di formazione che intreccia ricordi, testimonianze, documenti, fotografie, poesie, lettere e riflessioni personali. Attraverso incontri, amicizie, ideali, primi amori. Nel suo mondo della scuola poi, prende forma il ritratto di una generazione cresciuta negli anni Sessanta e Settanta. Sono pagine che custodiscono la memoria di un’epoca in cui i giovani cercavano il proprio posto nel mondo, animati dal desiderio di cambiamento, di giustizia e di appartenenza.
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Un libro intenso e autentico, scritto con gratitudine verso le persone che hanno accompagnato l’autore lungo i gradini della sua maturità e che ancora oggi alimentano quella che egli definisce la sua “energia dell’anima”. (L. H. Stone)


