Bologna “la bella dalle rosse torri”

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Bologna “la bella dalle rosse torri”

Bologna, la “rossa”, perché dall’alto delle colline offre una vista omogenea di tetti dalle tegole rosse, ma anche “la rossa” per le tradizioni politiche dei suoi cittadini. Bologna la città delle torri e dei portici di un centro storico esempio eclatante per tutta Europa. Bologna che la cittadinanza e l’amministrazione proteggono dal degrado, considerandola un bene comune da rispettare e proteggere. Ma i tempi stanno cambiando?

La storia di Bologna inizia con gli etruschi, messi in minoranza dalla tribù gallo-celtica dei Boi, da cui il nome Bologna e anche Bohemia. I romani cacciarono i galli nel 189 a.C. e cominciarono a costruire la via Emilia, che ancor oggi attraversa tutta la città. Dove la via Emilia incrocia la Salaria si può ammirare, nel borgo dove vivevano i longobardi al “carrobbio”, in piazza delle Mercanzie, la Loggia dei Mercanti con il prezioso baldacchino gotico a cuspide del XIV sec. Delle tre cinta di mura che proteggevano la città nell’antichità, restano solo le 12 porte, quelle delle mura del XIII secolo. Quando Bologna diventò Comune Libero era già la quinta città europea per numero d’abitanti. Ora è un piccolo centro, culturalmente molto attivo, dove la vita scorre a misura d’uomo. La popolazione non è mai quantizzabile, perchè la sua Università, la più antica d’occidente, attira studenti da tutto il mondo, trasformandola in un vivace luogo d’incontri. “La dotta” con l’allegria giovanile si riversa nei suoi bar per assaggiare i bomboloni (nostrani krapfen alla crema) e nelle trattorie sotto i portici medioevali del centro storico. I portici bologna portici per aforismi.itcostituiscono 38 km. di proprietà privata, donati alla città dai proprietari delle case. Sotto le gallerie si può passeggiare, riparati dalla pioggia e dalla neve, guardando le vetrine e chiacchierando con gli amici. Bologna in inverno è una città fredda, spesso avvolta dalla nebbia, ma la nebbia la rende romantica: le sue torri svettano bucando gli umidi veli, mentre gli abitanti sfrecciano per le strette strade in bicicletta. Vanta 120 km. di piste ciclabili e grazie ai “motori ecologici” che le percorrono la città è tra le meno inquinate d’Italia. piazza La “piazza Grande“ di Lucio Dalla, è il luogo d’incontro di Bologna. La scenografica piazza Maggiore è chiusa su un lato dalla basilica di San Petronio, patrono della città, sulla cui Porta Magna figurano i bassorilievi di Jacopo della Quercia. All’interno le reliquie del santo, sul pavimento la meridiana più grande del mondo, la chiesa, è luogo d’incontro e di devozione degli abitanti nei giorni di festa. I palazzi della piazza sono un magnifico campionario del passato, di cui il medioevo è il più rappresentato. La facciata del Palazzo Comunale è protetta dalla madonnina di terracotta, nella sala Farnese del palazzo fu incoronato nel 1530 re d’Italia, con la corona ferrea, Carlo V. Palazzo Re Enzo ha una sobria facciata a frontone con merlature a coda di rondine. Il Palazzo del Podestà, dopo i lavori del Fioravanti, che gli ha dato una veste rinascimentale, non ha più niente che ricordi la sua origine duecentesca. La fontana del Nettuno, opera del Bologna fontananettuno per aforismidiviaggio.itGianbologna, alza verso il cielo il suo tridente per fermare, invano, il vento. Lui è nudo, circondato di sirene lussuriose che cavalcano delfini. La volle Carlo Borromeo per celebrare suo zio diventato papa Pio IV. Bologna e la sua musica: in piazza si esibiscono i cantanti che hanno nel sangue Bologna, Guccini, Morandi, Luca Carboni; celebrano Lucio Dalla a un anno dalla morte. Nel 2006 l’ Unesco assegna a Bologna il riconoscimento di “Città creativa della Musica”, seconda solo a Siviglia, nel 2000 è stata “Capitale Europea della Cultura”, e “lo Zecchino d’Oro” dell’Antoniano, è ora “patrimonio per una Cultura di Pace” dell’UNESCO assegnato per la prima volta in assoluto. L’atmosfera culturale è leggera e divertita; spesso questa traspare nei film di Pupi Avati, e qualificati scrittori italiani hanno legato i loro nomi a Bologna. Giosuè Carducci, in primis, premio Nobel, e scrittori attuali, tra i quali ci piace ricordare Carlo Lucarelli, “mago” del noir, Stefano Benni, altro giallista, (sembra che la città si presti ai misteri). Il film Broker, tratto dal romanzo di Grisham è stato girato a Bologna. Pino Cacucci, grande esperto del Messico, ha scelto Bologna come sua residenza, e non è il solo. L’Accademia di belle Arti ha una scuola sperimentale di fumetto e illustrazione dove insegnano autori di prestigio. Non manca l’arte pittorica tra le qualità della bella città emiliana. La Bologna meridiana 2torri-per aforismidiviaggio.itPinacoteca Nazionale conserva i più illustri e noti pittori delle diverse epoche nati a Bologna, fra cui Guido Reni, Annibale Carracci e Giorgio Morandi; le cui poetiche nature morte, circoscritte al mondo delle cose materiali, contrastano con i tenui colori di una metafisica del silenzio. Girare per le sue strette strade medievali, imbattersi nelle alte torri gentilizie e riscoprirne il significato fa parte della cultura che offre Bologna. A scopo difensivo ma anche sociale, le torri costruite dai più ricchi, potevano elevarsi nell’alto dei cieli, grazie alla manodopera gratuita dei servi della gleba. La torre degli Asinelli e la torre della Garisenda, (citata nella Divina Commedia) sono le più note di forse cento tra torri difensive e torri-casa. Numerose pure le chiese di cui alcune piazze prendono il nome: in piazza Santo Stefano visitate la Basilica omonima chiamata “il complesso delle sette chiese”, un insieme di edifici paleocristiani e romanici con alcuni inserimenti gotici. Edificata per volere di San Petronio sul preesistente tempio di Iside, risalente al V secolo, doveva imitare il Santo Sepolcro di Gerusalemme. La chiesa ottagonale del Santo Sepolcro, custodiva le reliquie di Petronio. Ora la porta del reliquario si apre solo la settimana Santa, alla presenza dei Cavalieri del Santo Sepolcro. (Curiosa è la tradizione, una volta rispettata dalle prostitute, di entrare nel reliquario, la mattina di Pasqua per una preghiera a Maria Maddalena). Per conoscere il barocco, bisogna visitare la cattedrale di San Pietro, classico esempio di questo stile. Una popolazione “godereccia” come quella di Bolognaprodotti bologna per aforismidiviaggio.it non può che mangiare in modo adeguato al proprio carattere. La cucina bolognese è famosa e apprezzata anche all’estero, alcuni suoi prodotti e piatti sono simboli universali. Tortellini, lasagne, mortadella, sono tutti prodotti tipici che si possono sempre scoprire nelle trattorie e nei ristoranti, come pure le tagliatelle al ragù. Legate alla vita della crudele nobildonna Lucrezia Borgia, furono ispirate ai suoi bei capelli biondi, create in occasione delle sue nozze con il duca di Ferrara, Alfonso d’Este. Per concludere alla grande una visita a Bologna non c’è modo migliore che una trattoria: perché come dice A. De Luca “… a differenza delle altre città che ho fotografato, mi ha preso per la gola… avvolgente, sensuale, ghiotta, tondeggiante e abbondante come il suo dialetto e le sue donne”. (Gabriella Pittari)