
"Sarajevo non si visita soltanto per ciò che si vede, ma per ciò che si percepisce: una città sospesa tra Oriente e Occidente, tra memoria e futuro, tra montagne e storia, capace di lasciare nel viaggiatore un ricordo sorprendentemente profondo." L. H. Stone
Basta poco per cambiare prospettiva. Dal centro storico, tra le vie ottomane di Baščaršija, i caffè tradizionali, la Vijećnica e il profilo stratificato della città, si può salire in pochi minuti verso il Monte Trebević, la montagna che domina la capitale bosniaca e che ne racconta una parte importante della storia recente. A collegare questi due mondi è la funivia del Trebević, oggi una delle esperienze più suggestive per scoprire Sarajevo dall’alto e uno dei simboli più riconoscibili della sua rinascita contemporanea. Il tragitto permette di passare rapidamente dal cuore urbano della città a un ambiente naturale fatto di boschi, sentieri, punti panoramici e luoghi legati al patrimonio olimpico. Per chi arriva per la prima volta a Sarajevo, la funivia è probabilmente uno dei modi più immediati per comprendere il rapporto geografico ed emotivo tra la città e le montagne che la circondano. Dall’alto, Sarajevo rivela la sua forma: una capitale raccolta in una valle, dove il centro storico, i quartieri moderni, le colline e la natura convivono a distanza ravvicinata.

Una funivia, una storia d’amore, un simbolo di rinascita
L’attuale funivia del Trebević, “firmata” dall’azienda altoatesina Leitner, non è soltanto un collegamento panoramico. Inaugurata nel 1959, divenne negli anni uno dei luoghi più cari agli abitanti di Sarajevo, prima di essere distrutta durante la guerra degli anni Novanta. Ferma dal 6 aprile 1992, secondo giorno dell’assedio di Sarajevo – uno dei più lunghi della storia moderna, durato per 1.425 giorni – è stata riaperta nel 2018, assumendo un forte valore simbolico per la città: non solo il ritorno di un’infrastruttura storica, ma anche il recupero di un legame affettivo tra Sarajevo e la sua montagna. La rinascita della funivia è legata anche alla storia di Edmond Offermann e Maja Serdarevic: lui fisico nucleare di origini olandesi e statunitense di adozione, lei originaria di Sarajevo, si erano conosciuti proprio grazie a una gita sul Trebević, quando la funivia era ancora in funzione. Anni dopo, Offermann decise di contribuire in modo decisivo alla rinascita dell’impianto, trasformando una memoria privata e familiare in un gesto concreto verso la città. Oggi salire verso il Trebević significa quindi attraversare una parte della storia recente di Sarajevo. Il viaggio dura pochi minuti, ma racconta molto: la città che sale verso il verde, la memoria che incontra il presente, il desiderio di restituire ai cittadini e ai visitatori un luogo di incontro, panorama e respiro.
Natura e cultura nella stessa giornata
Pochissime capitali europee permettono di visitare un centro storico ricco di storia al mattino e trovarsi, mezz'ora dopo, immersi in boschi e sentieri di montagna. Sarajevo offre questa combinazione in modo naturale, senza lunghi trasferimenti o grandi distanze.

Il Trebević: la montagna urbana di Sarajevo.
Una volta raggiunta la stazione superiore della funivia, il Trebević si apre come una vera estensione naturale della città. In pochi minuti a piedi si raggiungono il ristorante panoramico Vidikovac, i sentieri nel bosco e la storica pista olimpica di bob, eredità dei Giochi invernali del 1984.Proprio questa accessibilità rende il Trebević adatto a esperienze molto diverse. Chi cerca una visita leggera può salire in funivia, fermarsi per una passeggiata, raggiungere la pista di bob, pranzare con vista sulla città o semplicemente trascorrere qualche ora nella natura. Chi preferisce un’esperienza più attiva può invece utilizzare la stazione superiore come punto di partenza per sentieri escursionistici e percorsi panoramici. Tra gli itinerari più interessanti c’è il percorso circolare che parte dalla zona della stazione superiore, nei pressi dell’hotel Pino Nature, e segue il crinale della montagna.
Il Trebević è uno dei punti privilegiati per osservare Sarajevo dall’alto, ma non è l’unico. La posizione della città, raccolta in una valle e circondata da colline e montagne, fa sì che ogni salita sopra il centro offra una prospettiva diversa. Tra i belvedere più celebri ci sono la Žuta Tabija e la Bijela Tabija, due fortificazioni storiche che dominano il centro antico. Da qui lo sguardo abbraccia la Baščaršija, la Vijećnica, i tetti dei quartieri ottomani e il profilo delle montagne. Sono luoghi particolarmente suggestivi al tramonto, quando la luce accentua la stratificazione urbana della città. Anche Zmajevac è uno dei punti panoramici più amati, soprattutto da chi cerca una vista più ampia e scenografica. Insieme ai belvedere storici e alla salita in funivia, contribuisce a costruire un modo diverso di leggere Sarajevo: non solo attraverso le sue strade, ma anche attraverso le linee del paesaggio che la contiene.

Osservata dall’alto, la città mostra con chiarezza una delle sue caratteristiche più affascinanti: la vicinanza tra patrimonio storico, ambiente urbano e natura. Moschee, campanili, edifici austro-ungarici, quartieri residenziali, colline e boschi non appartengono a mondi separati, ma formano un unico paesaggio. Sentieri, cascate e villaggi di montagna Il volto outdoor di Sarajevo non si esaurisce con il Trebević. Nei dintorni della capitale bosniaca si trovano numerosi itinerari escursionistici, adatti a livelli diversi di preparazione e a chi desidera scoprire il territorio attraverso esperienze più attive. Tra i percorsi più affascinanti c’è quello che conduce da Nahorevo alla cascata di Skakavac, una delle attrazioni naturali più spettacolari della Bosnia-Erzegovina. L’escursione può iniziare nei pressi del rifugio alpino locale e proseguire verso la cascata lungo un itinerario di circa 8 chilometri, percorribile in circa due ore in una direzione, con un dislivello di circa 400 metri. Per chi desidera camminare più a lungo, è possibile seguire un percorso ad anello che raggiunge la parte superiore della cascata e rientra lungo un sentiero differente, per una lunghezza complessiva di circa 12-13 chilometri. L’itinerario può inoltre essere esteso verso la cima del Bukovik e l’area del Trebević, con possibilità di rientro nella zona di Barice. Un’altra esperienza particolarmente significativa è l’escursione verso Lukomir, considerato il villaggio montano più isolato della Bosnia-Erzegovina. Situato sulle pendici della Bjelašnica, Lukomir offre uno sguardo su un paesaggio di grande fascino e su tradizioni ancora profondamente legate alla vita di montagna. Tra le varianti più interessanti c’è il percorso che attraversa Sinanovići, Umoljani e Studeni Potok, fino a raggiungere il villaggio.

Una città che insegna la resilienza
Visitare Sarajevo significa comprendere una delle vicende più drammatiche e allo stesso tempo più significative della storia europea contemporanea. I segni dell'assedio degli anni Novanta sono ancora presenti, ma senza trasformare la città in un museo del dolore. Sarajevo trasmette piuttosto una straordinaria capacità di rinascita, percepibile nella vitalità delle sue strade, dei mercati e dei caffè.

Un'atmosfera unica nei Balcani
Chi arriva a Sarajevo spesso rimane colpito dall'atmosfera. È una capitale ma conserva dimensioni umane; è vivace ma mai frenetica. Nei vicoli di Baščaršija il tempo sembra rallentare tra botteghe di rame lavorato, profumo di caffè bosniaco e forni che sfornano i tradizionali ćevapi e burek.
Il luogo dove iniziò il Novecento
Per gli appassionati di storia, Sarajevo custodisce uno dei luoghi simbolo del XX secolo: il ponte dove il 28 giugno 1914 fu assassinato l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo, evento che portò allo scoppio della Prima guerra mondiale. Poche città permettono di camminare in luoghi che hanno influenzato così profondamente il destino dell'Europa.

Per questo motivo molti visitatori arrivano per curiosità storica o per la bellezza del paesaggio e ripartono portando con sé qualcosa di più difficile da definire: il senso di una città che ha sofferto molto, ma che ha saputo conservare umanità, dignità e voglia di vivere.
Credits fotografici © courtesy Visit Sarajevo
Leggi anche Sarajevo, la capitale che sorprende anche in bicicletta.
