Incontro con l'Asia, Fosco Maraini

aforismidiviaggio.it fosco maraini incontro con asia Una raccolta di racconti di viaggio che solo un vero giornalista, scrittore, storico, antropologo, fotografo di immenso talento culturale e personale poteva riuscire a mettere insieme per pubblicare un tomo così.

 Ci sono libri e volumi, poi ci sono i tomi, con la loro fama di grossa mole, quasi sempre eleganti, seri, quasi esagerati. (Tomo: un'opera a stampa, specialmente di grossa mole o un volume di un'opera in più volumi; può essere a sua volta suddiviso in volumi o costituire esso una suddivisione del volume.) Quello di cui vi parlerò ora è uno di questi. Non è tosto nel senso pesante, anzi si legge con scorrevolezza e agilità, ma grande e grosso e può incutere timore nell’affrontarlo. Ma una volta iniziato si procede speditamente anche se sono necessari giorni e giorni di lettura. Un vantaggio: si può iniziare, interrompere e riprendere senza perdere il filo. Non è un romanzo, è un classico di viaggi e di esperienze particolari all’aperto. Una raccolta di viaggio che solo un vero giornalista, scrittore, storico, antropologo, fotografo di immenso talento culturale e personale poteva riuscire a mettere insieme pagine per pubblicare un tomo così.

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Mai mi è capitato di leggere descrizioni così mirate, penetranti, espressive, parlanti. Il libro “Incontro con l’Asia” di Fosco Maraini si dipana in diversi capitoli, ma credo che per questa estate 2020 sia abbastanza quello che ho letto, conosciuto e imparato, pur avendo tralasciato alcuni capitoli. Mi resterà nella mente e nel cuore un autore che non conoscevo, un antropologo di profonda conoscenza, uno scalatore di eccezionale forza morale e fisica. Uno scrittore alla fine, ma per Maraini tutto il suo modo di fare deve essere d’eccezione, fuori da consuetudini. Il testo si avvale di numerose foto B/N e colori dell’autore stesso che accompagnano il lettore con didascalie puntuali e d’effetto. Siamo di fronte ad uno scrittore esploratore, ad un fotografo antropologo, ad un giornalista che trasforma la parola in paesaggio, in sentimento, l’itinerario in suspense, la realtà che sta vivendo in suo respiro, una esperienza diretta pervasa dal soffio della vita. Ed è in questo muoversi con lui che il viaggio ti avvolge, ti affascina e la lettura ti attira. In alcuni tratti della lettura si percepisce come la realtà esterna e le cose siano trattate alla stregua di persone. Di queste l’autore delinea ritratti quasi parlasse di parenti stretti, amici, confidenti, innamorato. E le cose argomentano ognuna con il proprio linguaggio, ma irrimediabilmente simile all’umano.

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Inserisco alcuni appunti trascritti, esortandovi alla lettura completa, senza fretta. Tanto queste pagine dureranno per sempre.

Ci sono due modi di viaggiare. Nel primo si percorrono grandi distanze in poco tempo, ci si muove, ci si sposta s’imparano a conoscere i lineamenti generali delle Montagne, delle valli. Nell’altro si sosta, si va in profondo, si mettono un poco le radici e si cerca di suggere dalla terra l’invisibile linfa spirituale di cui si nutrono gli abitanti del post. Ambedue possono portare ad utili conoscenze e comparazioni”.

L’Asia è divenuta per me vocazione: questo qualcosa di diverso e si è intrecciata coi più intimi e segreti moti dell’animo…”

Era un attimo di quelli da gridare con Goethe: fermati, sei bello”.

L’uomo, figlio del mistero, è padre di Dio”.

I tentacoli verdi ti chiudono in un abbraccio sensuale ed angoscioso insieme”.

Scopro giardini di rododendri, sontuosi, infinitamente raffinati ed indolenti, qualcosa fra la carne e la seta, dai colori d’una bellezza di alcova. Festa preparata ogni anno, da millenni, nel silenzio, per nessuno”.

Il sereno alpestre di qui, con cielo azzurro cupo, giovani nubi bianche e felici in corsa perenne di cima in cima dell’Imalaia”.

Le vette che ci sovrastano: luoghi selvaggi, pietre scheggiate, ghiaccio e lame verdi e sottili, montagne in bilico. Geologia a divenire Ossa del mondo scarnite dall’odio degli elementi. Rovine e inabissarsi di scorie. Luna”.

Il cielo è divenuto nero, non di tempesta che sarebbe troppo drammatico, ma di qualche inespressa angoscia delle nubi, alte, ferme, indifferenziate. Il silenzio ha voce di canto”.

L’uomo si illude di guardare la vita con occhi suoi, d’essere individuo che giudica e classifica; in realtà è la cultura in cui egli nasce e cresce che guarda, giudica, classifica per lui”.

Cerimonia delle stelle che muoiono piano piano, del gelo che diventa luce, colore, fiamma”.

La montagna chiude il sole in prigione, sbatte le sue pareti sul sole; e quello cerca di liberarsi, urla raggi che spaccano il cielo. La lotta tra sasso e gas incandescenti è furibonda. Non si capisce chi vincerà”.

Il sole sembra prenderti a pugni. Non riesci a nasconderti da nessuna parte”.

Le nuvole gli si avvolgono come scialli e ghirlande; E il k2! Lassù resta giorno per ultimo. Un giorno innamorato del mondo, che s’aggrappa disperato al gigante prima di morire nel pallore degli spazi”.

E poi basta…

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