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Pedalando Coast to Coast, Valerio Miselli

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Quattro “ragazzi” in bicicletta da New York a San Francisco. Ed. Aliberti 2019

Quando le storie si intrecciano, quando c’è di mezzo la bicicletta che le sostiene, quando lo sforzo letterario è sostenuto da un medico che accompagna i giovani cicloturisti settantenni e ne controlla lo stato di salute e morale, quando lo scopo del viaggio e del libro mirano a consegnare al lettore opportunità di contribuire a finanziare attività culturali di pregio, allora del libro che nasce e viene pubblicato è opportuno partecipare alla sua diffusione. E lo scopo di una recensione è quello di produrre l’interesse a chi non lo conosce o pur conoscendolo non hanno avuto ancora l’opportunità di acquisto. 

Pur muovendosi nel “clima bicicletterario”  il libro è un racconto di viaggio inconsueto e originale: un lunga esplorazione in bicicletta dell’intero territorio, (quello più famoso e celebrato il Coast to Coast), vissuto dall’autore dal finestrino del suo mezzo di supporto ai cicloviaggiatori. Per aver frequentato da studente borsista gli States, l’autore si mostra un conoscitore profondo dell’ambito politico, della natura e qualità del territorio, della inclinazione alle relazioni negli incontri, dell’approfondimento culturale e storico dei diversi stati attraversati. E’ per tutti, cicloviaggiatori e lettori, una guida efficiente oltre a medico di guardia, ed elargisce consigli tecnici e supporti morali e descrizioni di qualità. Se a volte dimentica i ciclisti per abbandonarsi alla descrizione analitica ma suggestiva dei luoghi attraversati, lascia spesso intendere che sono sotto controllo non lontano da lui oppure pronto ad una rapida ricerca per portarli sulla buona strada anche salutistica. Usando i termini corretti inglesi, aiuta il lettore a entrare in profondità nel mondo USA. Molti i riferimenti alla “stagione” dei suoi anni verdi quando l’America viveva on the road le esperienze dei suoi nascenti profeti ed eroi. Se a volte mancano i ciclisti è per lasciare parlare “il saggio dell’Ohio” che spiega la sua filosofia sui pericoli dell’arroganza dell’uomo  verso la natura e l’agricoltura; per parlarci degli Amish dell’Indiana ancora uniti da una forte identità religiosa e familiare; per farci capire nell’Illinois quanto un caffè, inteso come luogo di incontro,  debba essere spazio, che rifletta la comunità, dove si cercano o si incontrano famiglie e bambini, dove il personale deve essere amichevole; per descriverci il grande fiume Missisipi e lo spirits of st. Louis.

 

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I ciclisti intanto macinano chilometri, lungo strade non sempre secondarie, a volte “dritte e senza senso”, sotto temperature elevate, attraversando territori dove le macchine “per l’estrazione del petrolio sembrano animali”, e sempre accolti nei villaggi e città con stupore propensi nel raccontare la loro avventura e lo scopo di cotanta fatica. A favorire il progetto della loro raccolta fondi, spesso si associano anche incontri casuali con donazioni inaspettate. Attraversano le Montagne rocciose, superano salite impegnative, caldo soffocante e freddo invernale, e accanto a loro sentono e trovano l’amico medico e consigliere. Il proseguire a tutti i costi, non crea gli eroi. Le emozioni dei quattro “ragazzi in bicicletta” e l’incontro con quanti sono sulla loro strada (come sulla cima del Pikes Peak) vengono raccontate dall’autore Valerio Maselli, come un inviato speciale sul posto, sempre presente e in sintonia con la loro forza fisica e mentale. L’autore analizza ogni istante del viaggio e attraverso di lui il racconto diventa guida, opportunità di conoscere, occasione di capire modi e comportamenti, usi e costumi di attori e comparse in questo grande tour. E aspetti che arrivi l’Utah, la vastità che non si può descrivere a parole, le deserte distese tutto intorno e le formazioni rocciose che sfidano la gravità e “la variopinta umanità che puoi incontrare solo qui, nel profondo west americano”. I cicloviaggiatori, apprendiamo che erano stanchi e disidratati per il caldo e il vento, ma all’imbrunire restano a contemplare le irripetibili ombre che si allungano sulle rocce rosse della Monument Valley: un mantello nero pronte a rapirle. Priceless! Negli ambienti e territorio percorsi quotidianamente, cresce la consapevolezza dell’utilità del viaggiare lento, per alimentare idee e pensieri, per ragionare se la perdita della velocità non sia alla fine il “requisito per vedere meglio e più chiaramente le cose”. Tutto sembra il preparativo all’arrivo al Gran Canyon “dove la mente incapace di concepire uno spettacolo di questa portata, semplicemente soccombe” e non c’è modo migliore del silenzio per apprezzarne l’essenza, e comprendere la competizione primordiale del Tempo con le Forze creatrici della natura. Anche perché in questo luogo il silenzio è frutto della istantanea folgorazione per la quale i turisti “letteralmente sbiancano in volto, ammutoliti” davanti alla voragine che attanaglia lo stomaco.

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E non stanchi, animati dal profondo desiderio di portare a compimento il loro sogno e il loro progetto, Fabrizio, Giovanni, Adriano e Vincenzo, attraversano l’inutile sfarzosa Las Vegas, sentendo il bisogno di scuotersi la polvere dai pneumatici, e superano indenni la Death Valley. Sentono l’aria della California, vivono la Yosemite Valley e tentano di imitare le immagini irraggiungibili di Ansell Adams. La loro storia non finisce  a San Francisco, continua nei cuori di quanti leggendo la loro avventura apprezzeranno anche lo scopo di Intercultura (sezione italiana di AFS Intercultural Programs con statuto Onu, Unesco e Consiglo d’Europa), che realizza scambi tra giovani di molte nazioni e culture offrendo loro borse di studio  per vivere esperienze internazionali. Già, come successe agli autori a suo tempo, e come un sogno costantemente desiderato, “Pedalando Coast to Coast” per soddisfarlo dopo 4000 chilometri percorsi.