In viaggio coi marshrutka

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Vittoria Sangiorgio, In viaggio coi marshrutka

L’autrice Sangiorgio attraversa i luoghi, da Baku a Yerevan, con la calma che dei lenti mezzi pubblici di questi Paesi.

L’ho comperato perché volevo capire se i miei entusiasmi, una volta tornato da quei luoghi, erano gli stessi di altri che c’erano già stati.  Un altro tipo di viaggio quello raccontato nel libro rispetto al mio che ho fatto in bicicletta. L’autrice Sangiorgio attraversa i luoghi, da Baku a Yerevan, con la calma che i mezzi pubblici di questi Paesi mettono a disposizione. E bisogna dire che nonostante la loro obsoleta costruzione essi arrivano ovunque. L’autrice ne fa un modo unico di viaggiare. A volte per raggiungere più rapidamente alcuni luoghi o perché alcune situazioni del momento non lo permettevano, viaggia anche in taxi. Per farlo ci vuole calma e pazienza. Quindi la citazione di Kapuscinski che vuole rendere anche l’attesa come una esperienza di viaggio è giustamente citata dall’autrice. Il libro si fa leggere senza contraccolpi e con scorrevolezza. La descrizione non è mai da professoressa. I luoghi, le persone, le vicende e gli incontri vengono descritti come se parlasse normalmente a scuola (lei è una insegnante) a degli alunni. Ed è proprio con questo spirito di studente che si viene ad apprendere la storia, la geografica, ma anche la situazione della donna, la cultura, la vita vissuta e vivente, l’ospitalità e la generosità di questi popoli. Il territorio è descritto con cura e con partecipazione. Nel libro appaiono leaforismidiviaggio in viaggio coi vicende dei popoli, si comprenderà chi era Timur e la regina Tamara, si entrerà in casa della signora di Kazbegi e nei luoghi di grande fascino religioso e archeologico, e apparirà anche Albània. Una curiosità per me apprendere che Puccini si è ispirato per la Turandot a Tamerlano. Ci si sente allievi turisti che devono imparare la lezione da una insegnante esperta, ma cordiale e raffinata. Se c’è una cosa che mi dispiace nel libro è non aver vissuto l’Armenia in alcuni punti in cui l’avevo vista io nel mio viaggio. I luoghi attraversati dall’autrice non sono stati gli stessi dei miei attraversati in bicicletta. L’autrice, fermatasi a cogliere essenze e profumi di incontri precedenti, ha attraversato l’Armenia frettolosamente. Ma di questo forse renderà testimonianza con un altro viaggio. (F. Da Re) prenota il tuo albergo a Yerevan