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Napoli per sempre, nonostante.

 Aforismidiviaggio Napoli 2

A Napoli c’è molto da vedere ed è facile entrare in atmosfera, rendersi conto che città meravigliosa sia nonostante il degrado dei quartieri.

Aforismidiviaggio Napoli toledo modDall’alto la famosa Spaccanapoli, il decumano inferiore della città greca divide come una spaccatura la metropoli da nord a sud. Lungo l’arteria fitta di costruzioni si trovano palazzi e conventi rimaneggiati nei secoli, tutti di estremo interesse. Camminiamo per le storiche strade: Corso Umberto I, via Toledo, dove si arriva dalla fermata del metrò più bella d’Europa. Si entra e si esce in un vortice di blu dipinto di blu, un onirico pulviscolo di stelle. Tra astrazioni colorate s’inseriscono due grandi mosaici disegnati da Kentridge, particolare quello che raffigura una tipica scena napoletana, con persone in movimento. Ci perdiamo in un reticolato dove ferve la vita cittadina tra le difficoltà del viver quotidiano e la sciatteria dovuta alle ristrettezze economiche e al fatalismo atavico velato di tristezza che pervade il modo di pensare del napoletano. Girando a piedi ci si rende conto della complessità della struttura urbana fitta di vicoli, alcuni così stretti che da un lato all’altro i balconi più sporgenti quasi si toccano, ma con la distanza necessaria a far sventolare la biancheria stesa ad asciugare, un classico diventato un simbolo della città. La vita dei vicoli è piena di fascino, si sente il vociare delle donne tra le botteghe di piccoli artigiani da noi completamente scomparsi, perché qui gli oggetti ancora si riparano. Le donne dei vasci parlano in dialetto ad alta voce e si raccontano gli avvenimenti della giornata; parlano dei figli, dei mariti, di cose banali che diventano per loro essenziali. Non ricordavo più la vivacità e lo spirito innato del napoletano verace, che conoscevo tramite mia madre che a volte farciva litaliano con ricercate espressioni dialettali. Ho ritrovato a Napoli la gentilezza del "signore" appartenuto ad un ceto benestante e culturalmente elevato che ha trascinato nei secoli la sua dignità coltivata nei bellissimi palazzi, spesso malconci, che espongono ancora gli stemmi di nobiltà ormai esaurite. Se si chiede per la strada un'informazione e s’incrocia una persona del tipo appena descritto, l'informazione si arricchisce di dettagli sul palazzo, sulla chiesa e sul monumento da noi ricercato, il tutto accompagnato da una breve e piacevole chiacchierata. Varcando i portoni ci si tuffa in eleganti atri porticati come chiostri a più piani, sconvolti dalla presenza di automobili, da ingombri pazzeschi che per fortuna non eclissano la bellezza di scale monumentali di un'eleganza incancellabile. Ho sbirciato in una quantità incredibile di atri. Indimenticabile per l’azzardo dello stile, è lo scalone ad “ali di falco” del Palazzo dello Spagnolo. Palazzi che risalgono al XV/XVII secolo, l'epoca d'oro di Napoli. Non è dato sapere cosa sia rimasto dei loro interni, possiamo supporre che alcuni fossero affrescati, dotati di sale da ballo, di "camere" per la musica dove i musicisti napoletani, come gli Scarlatti tenevano concerti.

1 cristo velato2 Chiese e conventi sparsi per la città sono talmente tanti che è impossibile visitarli tutti. Lo stile predominante è il barocco napoletano. La cattedrale dell’Assunta è una mastodontica chiesa gotica, neogotica, ottocentesca che custodisce le reliquie di San Gennaro, il santo il cui sangue si scioglie miracolosamente più volte l’anno. La monumentale chiesa di San Gregorio Armeno si alza maestosa in un intricata zona di botteghe di artigiani dei presepi, note in tutto il mondo. Dell’originale Monastero di Santa Chiara è famoso lo splendido chiostro piastrellato di maioliche policrome, elegante e popolare allo stesso tempo, cantato in note canzoni partenopee. La severità barocca è funerea nella cappella San Severo quasi alleggerita dal biancore del Cristo Velato scolpito da Sammartino nel marmo bianco col suo richiamo al gelo, il gelo della morte. Avvolto in un velo di ghiaccio che aderisce perfettamente al corpo, impressiona l’osservatore. In una città così calda dove il freddo è di per sé un avvenimento, è incredibile prender coscienza che l’assenza della stagione invernale, possa essere evocata con il biancore del marmo del Cristo: un capolavoro. Spero di essere riuscita a rendere il senso della ricchezza interiore che vi infonderà una scarrellata in questa metropoli. Si gira per le vie e le piazze, si mangiano le pizze, quelle vere con il basilico, si assaggia il “cuoppo” di frittura, tipico cibo di strada, i panzerotti con la scarola, le sfogliatelle e la pastiera anche se non è Pasqua.Aforismidiviaggio Napoli Monastero Santa Clara

Sul treno alla volta di Milano sembrava ci fosse tutta Napoli, Il dialetto prevaleva, la vivacità sulla riservatezza. Si era protagonisti di una commedia. I telefonini squillavano, leAforismidiviaggio Monteoliveto mod musiche delle suonerie adatte ai personaggi, squilli di tromba, canzoni partenopee. Una signora tutta “impernacchiata” (vistosamente ingioiellata) parlava a getto continuo raccontando tutti i fatti suoi. La partecipazione dei presenti era corale, intervallata dalle telefonate ai parenti per avvertirli di essere sul treno per Reggio Emilia dove vive e lavora. Dopo la partenza i passeggeri si calmano, si creano circuiti di conversazione ristretti. L’impatto con il "napoletanato" è stato istruttivo e divertente.

Dopo diversi anni che non vedevo Napoli finalmente son tornata in questa città. Da bambina ci andavo spesso con la famiglia perché mia madre, nata e vissuta a Napoli, ci portava su al Vomero in visita ai parenti più cari. Andavamo per le feste natalizie e ci meravigliava che le case non fossero riscaldate, noi bambine milanesi soffrivamo il freddo, mentre fuori per le strade si stava così bene in quel tiepido clima invernale. (Gabriella Pittari)

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