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Città del Messico, l’antica Tenochtitlan e l’icona Frida Kahlo

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Sul luogo in cui sorse Tenochtitlan vivevano gruppi autoctoni di cultura tolteca, che vennero assoggettati dagli aztechi, con la conseguente distruzione della loro civiltà:  ancora nessuno sapeva cosa li aspettava.

Città del Messico è ad un’altitudine di 2250 m sul livello del mare, molto estesa, ha 9 milioni di abitanti che con l’area metropolitana toccano i 20 milioni. Circondata da vulcani è soggetta a terremoti distruttivi, sorge in mezzo ad un lago acquitrinoso, le cui acque furono incanalate prima dagli aztechi, poi dai suoi abitanti attuali. Tenochtitlan, la capitale degli aztechi era sorta solo nel 1325: i suoi cittadini, stimati in circa 500 mila, non ebbero neanche il tempo di riprendersi dallo choc dei nemici locali, che dovettero fronteggiare altri conquistatori. Gli spagnoli la distrussero completamente nel 1521 uccidendo un gran numero di abitanti. Cortez all’arrivo era rimasto colpito dalla sua originalità, dalla vivacità dei commerci e degli affollati mercati. Il conquistatore, costretto a lasciarla in custodia a Pedro de Alvarado, al suo ritorno la trovò rasa al suolo. Si tramandano le mitiche origini della località prescelta al centro del lago Texcoco.

Plaza de la Constitucion Ciudad de Mexico City Un’aquila con un serpente nel becco si posò su una pietra (Tetl) da cui spuntava un cactus (nochtili) quest’immagine è ora lo stemma del Messico al centro della bandiera nazionale. Tenoch Titlan diventò anche il nome del fondatore leggendario. La pianta di Tenochtitlan era quadrata, al centro s’alzava la piramide mayor, di cui restano tracce nello Zocalo, la piazza centrale dell’attuale centro storico dove fu costruita la grande chiesa ispirata alla cattedrale di Pamplona. Il nuovo centro religioso si sovrappose all’altro distrutto, preservandone il ricordo. Non lontano si visita il Palazzo Nazionale costruito sulle rovine della residenza del re azteco Montezuma, che ebbe la sfortuna di accogliere Cortez con grandi onori. Infatti secondo la teogonia azteca Quetzalcoatl, il dio serpente piumato, dio della conoscenza, bianco e barbuto, doveva arrivare dal mare. Nel Palazzo Nazionale il muralista Diego Rivera affrescò sulle pareti cinquecentesche della grande scala, negli anni ’30/40 del secolo scorso, la storia del Messico dal momento dello sbarco di Cortez ai suoi tempi.

Aforismidivaggio Mexcity piazza tre culture 9150 Sulla piazza delle Tre Culture convivono resti aztechi, una chiesa spagnola e un lungo e banale palazzo degli uffici, che rappresenta il Messico moderno. La città attuale scorre in prevalenza lungo il Paseo de la Reforma costellata di grattacieli, più di 500. Città del Messico manca di una visione d’insieme, è scoordinata, afflitta da due enormi baraccopoli. Possiamo definirla un’apocalisse postmoderna, fantascienza fattasi storia, che vale comunque la pena di conoscere. Quel che resta dell’architettura azteca è fredda, astratta, perché in Messico è importante la collettività umana. Nella nostra cultura prevale l’individuo, la forma, la bellezza appariscente, ricca di decori, mondana fatta per attirare l’uomo con una promessa di un aldilà migliore. Per gli aztechi invece era essenziale garantire la continuità della creazione, per questo si sacrificavano giovani il cui sangue dava forza vitale alla terra, al futuro. La donna rappresentava il mistero della vita, un’enigmatica creatrice di vita e di morte, che incarnava la stranezza dell’universo.

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L’esperienza artistica che più ha caratterizzato Città del Messico è quella dei murales, un’arte nata in Messico dopo la dittatura di Porfirio Diaz e la rivoluzione di Francisco Madero, e dopo il fallito tentativo di rivoluzione agraria di Emiliano Zapata e Pancho Villa (1910/20). I lavori dei muralisti messicani sono diventati la base culturale per tutti gli altri paesi del mondo, un’arte di contestazione che sottolinea l’originalità dell’esperienza politica e sociale messicana, legata a tre artisti per eccellenza Orozco, Rivera, Siqueiros. Artisti che avevano maturato a Parigi l’esperienza dell’avanguardia cubista e post cubista. Per apprezzare tutto questo bisogna visitare con particolare attenzione Il CampusAforismidivaggio Mexcity universita 9169 universitario dell’UNAM concepito e decorato dai più importanti architetti e artisti messicani del XX secolo, patrimonio dell’Unesco dal 2007. Particolarmente interessanti sono il palazzo della Biblioteca centrale interamente ricoperto all’esterno da Juan O’Gorman di mosaici che rappresentano la cosmogonia preispanica, La Torre de Rectoría, un grattacielo moderno che si alza da una struttura bassa decorata con un vivace bassorilievo di Siqueiros. L’Auditorio Nacional di González de León i cui ispirati lavori citano i grandi esempi dell'architettura pre-ispanica dei siti archeologici di Teotihuacan, il centro religioso non lontano dalla metropoli e Monte Alban. Lo stadio Olimpico che ospitò le tanto contestate Olimpiadi del 1968 decorato con pietre colorate da Diego Rivera, ed altri fantastici edifici.

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Ma il colore, il dolore, la solitudine il fascino di questa terra li ritroviamo nella sua rappresentante più conosciuta all’estero: la pittrice Frida Kahlo. Continua su Città del Messico, l’arte di Frida Kahlo, surrealista

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