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Puno, Perù

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Puno, Perù

passeggiata tra bombette e chiulla

Per arrivare a Puno si sale si sale, fino a non vedere più l’orizzonte che infine si materializza in una enorme distesa d’acqua di un eccezionale color blu; i monti della cordigliera dal livello del lago sembrano

colline, che si sfumano d’azzurro per mimetizzarsi nell’acqua, la vista è emozionante. La città è interessante ma non ha niente di super, è nata come città mineraria e la sua architettura è un miscuglio di costruzioni sorte solo per necessità. Passeggiare in una città così caotica presenta sempre qualche interesse, s’incontrano signore in bombetta simili a botticelle, altre con cappelli bianchi “inamidati”, signori con le chiulla (cuffie tipiche); al mercato gli indios quechua di Pisac, hanno lasciato il posto agli aymarà. Degna di nota è solo la cattedrale dei gesuiti su Plaza de Armas sorta nel 1757 in stile barocco plateresco (da plata, argento), per i suoi arzigogoli che sembrano quelli degli oggetti d’argento. Sulla facciata tra angeli e santi s’intrecciano frutti e fiori tipici del Perù. Qualche santo magari ha un volto indigeno e gli occhi sognanti, mentre l’Arcangelo Michele vestito con un’ampia gonna “alla india”, sconfigge un gran serpente. Nella chiesa i santi sembrano marionette con le mani alzate pronti alla rappresentazione, tutti vestiti come alti prelati con abiti preziosi che i cittadini non hanno mai pensato di indossare: sarebbe stato dissacrante. La città vecchia vista dal lago Titicaca è una policromia di sfumature color sabbia, interrotta da qualche edificio più recente di color bianco: il prezzo che si paga per avere migliori condizioni di vita.

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